Piggila bassa (Take it easy)

Ci sono quelle giornate che già dal loro principio ti fanno capire che ti renderanno dura la vita fino a sera.

Di solito iniziano con una sveglia non sentita, seguita da una mignolata nel comodino con piedi ghiacciati e dolore quindi a 3000. Ma il momento in cui davvero capisci che qualcuno quel giorno ce l’ha con te é quando arrivi in cucina, cerchi le capsule del caffè e ti accorgi che l’ultima, che eri convinta fosse lì, proprio non c’è! No no deve essercene una nascosta da qualche parte, non è possibile. Ma cerchi, cerchi, mentre il mignolo ancora pulsa, e non trovi nulla! Allora ti armi di santa pazienza e vai a riesumare quella caffettiera da 10 che non usi da secoli, pregando che ci sia ancora un po’ di polvere di caffè da qualche parte.

La trovi, prepari la caffettiera e aspetti quei 20/ 25 minuti che il caffè venga su! Ma è quando lo versi nella tazzina, la metti sul vassoio con il pacco dei biscotti, questi cadono e fanno rovesciare tutto, che hai la certezza matematica che quella che ti aspetta sarà una vera giornata di merda!

Forse effettivamente dovremmo fare più caso a questi segnali e, in quei giorni, decidere di starecene a casa. Ma, molto probabilmente, se ci sono successe tutte queste cose, se nessuno al mattino ci porta il caffè a letto, non siamo dei ricchi ereditieri e ci tocca darci da fare!

Pensandoci bene tutte le nostre giornate hanno tratti tragici, che lì per lì ci fanno arrabbiare, stressare e disperare e che invece dovremmo rileggere sotto un ‘altra ottica. Voglio dire, finché non sono avvenimenti davvero gravi, possiamo provare a vederli sotto un’ altra luce, dandogli un’allure comica! E facendoci una bella risata catartica!

Spesso mi fermo a pensare che passo tantissimo tempo ad innervorsirmi e a sprecare energie su cose che non posso davvero controllare e che, invece, basterebbe concentrarsi su tutte le cose belle che abbiamo, fare un bel respiro e andare avanti. Non è facilissimo (soprattutto quando rovesci per terra il caffè che doveva svegliarti e di cui ora senti solo il profumo), però dovremmo provarci. Provare a non farci vincere e sopraffare dalle incombenze quotidiane. Si, è vero, dobbiamo alzarci all’alba e cercare di fare un sacco di cose prima di arrivare al lavoro, possibilmente presentabili, per non parlare di quello che ci aspetta una volta arrivati.. Però possiamo decidere come fare tutte queste cose. A volte anche un semplice sorriso aiuta, aiuta noi stessi e gli altri, magari il nostro collega che quel giorno ha una giornata davvero storta, o il signore a cui decidiamo di cedere il passo, di tenere la porta, che facciamo sedere sul bus. Avete mai osservato le persone che aspettano il bus al capolinea? Vedete come si comportano quando il bus arriva? Può anche essere un transatlantico e loro essere in 10 ma state tranquilli che correranno e sgomiteranno che manco all’apertura di un buffet e, soprattutto, non guarderanno in faccia nessuno.

Non riduciamoci così, manteniamo un minimo di classe, sorridiamo guardandoli da lontano e saliamo serafici su quel bus, che poi, alla fine, c’è posto per tutti!

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