
È da quando sono piccola che lotto con il mio fisico! Avete presente quelle bambine agili, magre, scattanti, quelle che alle gare di corsa arrivano sempre prime, che non si tirano mai indietro di fronte a giochi spericolati? Ecco, non ero io! Sono sempre stata un sacco di patate.. Mi piaceva leggere, vestirmi con “culang” (collant) e ballerine e parlare.. Tanto! L’immagine che ho di me è di una bimba ricciolina vestita con un paio di jeans, un cardigan fucsia e un filo di perle dorate, seduta sugli scalini di uno scivolo (perché servivano a qualcos’altro oltre che a sedersi?).
Con il passare del tempo le cose non sono cambiate e così, con l’arrivo della pubertà, ho pagato con gli interessi questa mia poca voglia di sudare, cadere, sporcarmi. Durante gli anni delle medie ero una piccola curvy (come si direbbe ora). Niente di esagerato, ma quanto basta per soffrirne, perché a quell’età i ragazzini sanno essere davvero crudeli, soprattutto se educati male. Mi resi ben presto conto che non importava quanto fossi simpatica, brillante, intelligente, per loro ero solo quella bruttina e cicciottella con gli occhiali. A quell’età non è facile fare le superiori, anche se lo sai che sono solo una manica di rincoglioniti che probabilmente, tra dieci anni, saranno persi e senza meta, e così arrivi a casa, ti guardi allo specchio e piangi. Nell’estate tra la terza media e la prima superiore il mio corpo è cambiato radicalmente, sono dimagrita tantissimo e, devo ammettere, sono diventata una bella figetta (e mi sono presa qualche rivincita su quei compagni stupidi, che non hanno smentito le mie previsioni).
Penso che quell’esperienza abbia forgiato tanto del mio carattere:sicuramente ha fatto affiorare alcune fragilità ed insicurezze, ma mi ha reso anche molto più forte e consapevole di me stessa. Consapevole, ad esempio, che ogni tanto un bel vaffanculo ci vuole. Mi ha portato a riflettere molto presto su come la società offra una visione distorta del corpo femminile, di come ancora, molti uomini si sentano in diritto di giudicarlo senza manco darsi un’occhiata di sfuggita allo specchio.. Così eh, en passant, che ce ne sarebbe spesso bisogno;di come anche noi donne siamo portate a pensare che ci sia un solo modo, una sola versione universale per essere belle.
Così a 15 anni facevo già discorsi sul ruolo della donna nella società, su quello che la televisione voleva farci passare per normale:l’uomo in giacca e cravatta e la donna in mutande, alle 9 di sera..!. Mi hanno sempre fatto schifo certi complimenti degli uomini fatti in luoghi poco consoni, come sul lavoro, crescendo, ho purtroppo constatato, come la parità di genere sia un obbiettivo ancora lontano.
Recentemente, dopo la gravidanza, mi sono imbattuta in un professionista sicuramente bravissimo nel suo campo che, però, ha fatto uno scivolone imperdonabile:”poi torniamo carine e in forma come prima eh, che sennò il tuo compagno si gira a guardare le altre”. Ho risposto e non ho riso, come tante volte facciamo per non sprecare fiato, ma arrivata a casa ho ragionato. Cosa scatta nella mente di un uomo (per di più colto, con secoli di studio alle spalle) per pensare di poter dire una frase del genere ad una donna che ha appena generato un’altra vita? Che si è fatta un discreto mazzo (diciamocelo) per generare quella vita, che ha sofferto, pianto e che ora si guarda allo specchio ed ha bisogno di tempo per far pace con quel nuovo corpo? Cosa fa credere a quell’uomo che lei abbia scelto un compagno così stupido da tralasciarla e girarsi a guardare il culo di un’altra perché lei deve perdere ancora 7 kg (dopo aver visto, tra l’altro, la mongolfiera che era diventata in gravidanza.. Dovrebbe solo ringraziare!) ? Non lo so, non ho risposta, ma so che in ogni situazione di questo tipo dobbiamo sforzarci di rispondere e non sorridere abbassando la testa.
Ed io sono fiera di quell ragazzina bruttina, cicciotella e con gli occhiali, che mi ha insegnato ad essere la donna che sono, a non abbassare la testa e a non buttarmi via, mai!… e a non imparanoiarmi se ancora non ho perso tutti i chili presi in gravidanza! Che poi, alla fine, mi piaccio anche così! E non è la sola cosa che conta?