
Se la giornata inizia con una sveglia prima delle 6.00, avete tutto il diritto ad essere incazzati. Se, dopo questa sveglia, vi aspetta un’ora e trenta di treno regionale.. Beh.. Quella è una causa di giustificazione secondo il Codice penale!
La vita di un pendolare è una vita triste, costellata di delusioni, mancati appuntamenti, ritardi, cattivi odori, bagni inutilizzabili, toni di voci illegali alle 6 del mattino… È na vitaccia! Fino a prima di rimanere incinta era questo il mio destino:assegnata ad una sede evidentemente molto distante da casa, dovevo percorrere tutti i giorni mezza regione, su un regionale.. Che sarà mai direte voi? Ho detto su UN TRENO REGIONALE!
Più o meno la giornata andava così :sveglia intorno alle 5, caffè super veloce con 3 biscotti, a volte bevuto in piedi sul bancone della cucina, di corsa in bagno, doccia, vestiti a caso, al buio (ormai avevo solo vestiti neri, per far prima), borsa (contenente tutto quello che vi portereste per fare un viaggio) e giù , catapultata per le scale di casa a rincorrere uno dei pochi bus che a quell’ora poteva portarmi in stazione.
Beh direte voi, a quell ‘ora almeno i treni saranno vuoti! Puahahahha! C’ è un sacco di gente che fa questa vita infame e li riconosci subito :normalmente sono magri, con lo sguardo incattivito, non guardano più nessuno,non salutano nessuno, ogni persona lì é un nemico e, indovinate, sono tutti vestiti di nero!
Il treno arriva (ormai sapete l’annuncio a memoria, potreste scalzare dalla sedia l’annunciatore, almeno avreste un lavoro vicino a casa) e anche lì, manco sto a dirvelo, parte una gara di corsa ad ostacoli. TUTTI vogliono salire per primi.. Eh si perché già sanno quale carrozza é la più tranquilla, quale ha il bagno vicino, quale ha il Vostro posto. E, vi fate tristezza, ma anche voi ormai siete così:dei maniaci ossessivi pieni di tic, paranoie, rituali da ripetere sempre uguali.
Le mattine migliori sono quelle in cui trovate un posto appartato, con tutti i posti intorno liberi – il treno è stranamente vuoto – e quella signora vi punta e decide che deve sedersi proprio lì, vicino a voi.. “posso?”, “basta che stia zitta Signora”, vi verrebbe da dire, ma non fate nemmeno in tempo a pensarlo che ha già iniziato un discorso sul meteo ballerino e vi ha mostrato tutte le foto del nipote. Ormai non guardate in faccia nessuno “arrivederci signora”, fate finta di scendere ma andate nell’altra carrozza a cercare un altro posto. Ma quando arrivate vedete che quella carrozza è piena di scolaresche e voi non potete tornare indietro, altrimenti la Signora scoprirebbe il vostro piano. Vi sedete vicino a loro sperando scendano presto e chiedendovi come sia possibile che a quell’ora siano così vitali. Ma pure voi a quell’età eravate così? Bah.
Dopo un’ora di viaggio vi scappa la pipi, potreste aspettare, ma ormai vi siete fissati, pensate solo a quello e l’ idea di trattenerla fino al lavoro vi fa stare male. Vi alzate e raggiungete il bagno più vicino. CHIUSO. Ma Porca…. Ohhhm, ora dovete tornare indietro:altra carrozza, il bagno c’è , non è chiuso ma non c’è il gabinetto, l’hanno proprio sradicato. Altra carrozza altro giro: incontrate la vostra amica di treno, quella che evitate di proposito perché parla a macchinetta senza fermarsi mai.. E, manco a dirlo, non ha intenzione di stare zitta manco quel giorno.. “scappo che sto cercando un bagno”, “ma vai in bagno in treno? Ma non puoi trattenerla?” Ma non puoi farti una padellata di cacchi tuoi???. Alla fine lo trovate, in ultima carrozza, ma è arrivato il momento di scendere. E quando scendete siete praticamente alla fermata precedente da quanto eravate in fondo al treno.. Ohhhhm.. Vi fate tutta la stazione con una pipi sempre più incalzante e arrivate al lavoro dove, statene certi, qualcuno si frapporrà tra voi ed il bagno.
Ah.. Tutto ciò ripetuto al ritorno, dopo una giornata di lavoro. Per evitare di litigare con qualcuno ormai avete sempre le cuffie nelle orecchie, spesso spente, ma così almeno nessuno vi romperà (a parte la rincoglionita di turno che vi parlerà per dieci minuti per poi dire “oh scusi, le cuffiette”). Non siete più voi ormai, siete sempre arrabbiati, parlate da soli, fate continuamente gesti di stizza, sventolare la mano davanti al naso come dire “che puzza”, perché la gente lo deve sapere, lo deve sapere che si deve lavare e che, almeno all’andata deve profumare e al ritorno non puzzare. Basta una doccia tutte le mattine! (E tutte le sere se prendete il treno).
La cosa positiva è che spesso si creano gruppi di pendolari, praticamente sono dei gruppi di recupero che hanno una regola fondamentale :MAI PARLARE all’andata e condividere i viveri al ritorno. Ascolterete un sacco di musica e, nelle giornate più zen, riuscirete anche a leggere, addirittura a scrivere! Il treno diventerà la vostra seconda casa:lì finirete di vestirvi, di truccarvi, proverete a dormire con scarsi risultati e avrete tanto tempo per pensare. Vi troverete a progettare piani di fuga, lavori improbabili, pur di smettere di salire su quel treno! Vi immaginerete di andare al lavoro a piedi, in una giornata di sole con una borsa leggera, con lo stretto indispensabile, colorati, sorridenti vitali.. “informiamo i signori viaggiatori che siamo fermi per un guasto sulla linea”. Fine della fantasia. Avanzamento dell’esaurimento nervoso. Guardate la vostra compagna di viaggio che dormiva ed è stata svegliata dall’annuncio. Non dite una parola, alzate gli occhi al cielo e ridete, di quelle risate nervose e isteriche che, però, menomale che ci sono!