Rose viaggia in poltrona. Quando l’iceberg russa pesante.

Vi do un consiglio:se avete superato i 18 e state pensando di fare un viaggio in nave con solo il posto a sedere.. Non fatelo!

Qualche estate fa, dopo una meravigliosa settimana all’isola d’Elba, convinsi Michele a spingerci con la nostra macchinina fino in Sicilia, dove lui non tornava da un po’! La macchina devo dire che ha miracolosamente resistito.. Ed anche noi! Dopo qualche giorno passato sotto il cocente sole siculo, era arrivata l’ora di rientrare.. E perché non arrivare a Genova comodamente in nave? Brillantissima idea! Ovviamente con la poltrona, tanto siamo giovani e ci godiamo il viaggio!

Ora né io né tantomeno lui, ancorché siciliano, avevamo mai viaggiato così ed eravamo quindi totalmente impreparati ed ignari di quello che ci avrebbe aspettato! Vi dico solo che non avevo pensato al fatto che la valigia rimanesse in macchina e così mi ritrovai a preparare la borsa da portare sulla nave mentre eravamo in coda per l’imbarco! Io ero ancora in vacanza:abbronzata, occhialoni da sole, tutina corta e super minimal.. E quel sorriso rilassato stampato in faccia.. Ridi ridi! Scesi dalla macchina ridacchiando.. Aprii il portabagagli e le valige ed infilai nello zaino un asciugamano da mare, credo le salviette, un costume (volevo farmi il bagno in piscina io.. Ahahah), le cassatelle comprate a Palermo e un libro.. Basta!

Michele rimase in macchina ed io iniziai a salire sulla nave.. Vedevo che tutti avevano borsoni molto piu grossi.. Alcuni dei materassini.. Iniziarono a venirmi dei dubbi..

Raggiunsi la nostra saletta.. Eh beh di poltrone ce n’erano.. Peró sembrava confortevole, c’era la tv e profumo di pulito. Trovai i nostri posti e mi misi lì ad aspettare Michele. Ancora c’era poca gente.

Non appena Michele mi raggiunse infilammo il nostro miserrimo bagaglio nello stipetto ed andammo a vivere.. “prendiamoci un aperitivo, anzi due.. C’è anche la musica.. Senti!”. Non so cosa fosse.. Forse avevamo realizzato che di lì a breve saremmo tornati alla grigia vita da lavoratori ed avevamo quindi intenzione di sfruttare ogni ultimo istante di ferie o forse, semplicemente, non avevamo ancora ben capito che non eravamo in crociera. Fatto sta che un paio di ore dopo tornammo, mezzi alticci, alle nostre lussuosissime poltrone.. E lì, nonostante i due aperitivi, iniziai a capire.. Già nei corridoi si iniziavano a vedere dei veri e propri accampamenti.. Gente che si era organizzata come per andare in campeggio:materassini, sacchi a pelo, brandine.. Sono sicura che qualcuno avesse anche lasagne e thermos con il caffè! “Michele ma come mai tutta sta gente è qua? Sono senza poltrona? E poi scusa le poltrone non sono reclinabili?” “che ne so Manu. Preferiranno dormire così!” “dove passano tutti.. Bah”.

La mia anima da vacanziera evidentemente aveva bisogno di prendere una vera facciata per rendersi realmente conto della situazione e smetterla di credersi Rose sul Titanic. La facciata arrivò aprendo la porta della nostra saletta: il profumo di pulito era stato sostituito da un fetore di piedi marci indescrivibile, la gente era sdraiata ovunque: per terra, in orizzontale sulle poltrone, sopra ad altri. L’effetto allegria dei due spritz svanì in un instante.

Mi avvicinai alle nostre poltrone, occupate da una signora, il marito, i sacchi a pelo, i cuscini, la puzza di piedi. Le bussai sulla spalla”Signora, mi scusi ma questi posti sono nostri” “Come vostri? Erano liberi” “Perché eravamo giù Signora, ma i posti sono numerati ed ognuno di noi ne ha uno, non tre!” “Eh ma adesso io come dormo? Ma guarda te..”. Come spesso accade in Italia le regole consuetudinarie, dettate del caos, dal “chi arriva prima” sembrano prevalere su quelle scritte e conosciute. Ma riebbi la mia poltrona. Che non si reclinava proprio per niente. La cosa bella era che io ero praticamente nuda e li faceva un freddo cane, il mega schermo era ancora acceso e trasmetteva un programma angosciante .. E poi, ci accorgemmo di una cosa.. Una simpaticissima signora sdraiata dietro di noi russava, fortissimo e senza sosta. “Mamma mia sta qua.” “prima o poi smetterà, mica farà cosi tutta la notte, é impossibile!”. Piccola, ingenua Rose. La Signora era una sega a motore, non smetteva un attimo, nemmeno se la chiamavo come si chiama un gatto (dicono funzioni). Feci “inavvertitamente” cadere libri, diedi colpi di tosse fortissimi. Niente. Ad un certo punto mi girai di scatto, come una furia, ero in ginocchio sulla mia poltrona. Volevo svegliarla! Non puoi dormire in poltrona se russi in quella maniera. La odiavo. Per fortuna Michele mi acchiappó. “andiamo fuori”. Dormimmo un po’ all’aperto, ma per fortuna mi svegliai e lo riportai dentro. Va bene Rose, ma mo non esageriamo, mica dobbiamo morire congelati.

Riuscimmo ad addormentarci solo all’alba, quando la signora, dopo otto ore filate di sonno, si svegliò e raggiunse il marito qialche fila piu indietro (mica scemo!).

Al mattino ci trascinammo nella sala cinema per trovare un po’ di pace :ormai quella sala odorava di morte e via via che proseguivamo sembrava che i passeggeri venissero sostituiti da altri, sempre più brutti. Davano un film leggero, giusto per il risveglio : Dunkirk.. Dormii le uniche due ore durante quel viaggio.

Quando finalmente arrivammo a destinazione, scese dalla nave una copia di me stessa: tutina colorata, stessi occhiolioni ma nessun sorriso da vacanziera. Quella giornata in nave mi aveva bruscamente riportata alla realtà. Rose aveva incontrato l’iceberg e decise che il Titanic non faceva proprio per lei. In fin dei conti i biondi non le sono mai piaciuti!

Una opinione su "Rose viaggia in poltrona. Quando l’iceberg russa pesante."

Lascia un commento